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VAAFT - Terapia delle fistole anali
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Ragade Anale

COS'E'?

Ragade anale  


La ragade è un'ulcerazione a livello del canale anale distale, ovvero una piccola ma profonda erosione cutanea estremamente dolorosa. In pratica si tratta di un "taglietto" che si crea sull’apertura anale, a causa di un'eccessiva dilatazione durante il passaggio delle feci.

 

CAUSE


Durante la defecazione l'ano si dilata per far passare le feci, e di solito la normale dilatazione dell'ano è sufficiente per eseguire questa funzione fisiologica senza sforzo e senza che la pelle si rompa. Ma se per qualche motivo l'ano si dilata troppo allora succede che la pelle in corrispondenza dell'ano si strappa e si rompe.
La presenza di materiale fecale particolarmente disidratato, che fuoriesce con qualche difficoltà, può causare una lacerazione del canale anale e formare una ragade. Altre cause includono la stitichezza, la diarrea e le situazioni infiammatorie dell'area ano-rettale.
Alcuni cibi possono facilitare o aggravare la formazione di una ragade, in particolar modo le spezie.
Si possono dunque distinguere due tipologie di ragadi anali:

  • ragadi primarie, quando non c'è una causa evidente;
  • ragadi secondarie, quando la causa è chiara.

Inoltre le ragadi sono classificate anche in base alla loro durata:

  • ragade anale acuta, quando la lesione non dura più di sei settimane;
  • ragade anale cronica, quando la lesione dura più di sei settimane.

 

 

SINTOMI


Innanzitutto occorre distinguere le ragadi anali dalle emorroidi. Le emorroidi sono vene varicose all'interno del retto in prossimità dell'ano. Le emorroidi sono tutt'altra cosa rispetto alle ragadi e sono trattate in altra sezione di questo sito.
I sintomi caratterizzanti della ragade anale sono due:

  • dolore
  • sanguinamento
Ragade anale  

La rottura per strappamento della pelle dell'ano si presenta come un piccolo taglietto, da cui fuoriesce un lieve sanguinamento che si può osservare sia nel water che sulla carta igienica. Molte persone raccontano che di tanto in tanto (poche volte all'anno, in media) sono soggette a questo tipo di sanguinamento.
Occorre precisare che il sangue che esce da queste piccole lacerazioni della pelle dell'ano è rosso vivo (sangue fresco), mentre se si dovessero osservare sanguinamenti di colore rosso scuro questi sarebbero da attribuirsi ad altri problemi.


La ragade anale è una patologia minore, infatti non è una patologia mortale, ma in compenso è una patologia dolorosissima, tanto dolorosa da provocare tutta una serie di patologie collaterali tra cui la paura di defecare, con gli aggravamenti che ne derivano.
La sintomatologia dolorosa delle ragadi anali è caratteristica tanto da rendere il disturbo facilmente identificabile. Il dolore associato alla defecazione è infatti particolarmente intenso, talmente fastidioso da spingere il paziente a temere il solo pensiero dell'evacuazione. Tali ripercussioni psicologiche tendono ad indurre una stipsi secondaria o ad aggravare una stitichezza preesistente, rendendo ancor più tragica la successiva, e inevitabile, evacuazione.
Il dolore associato alla defecazione riconosce tre momenti caratteristici: al passaggio delle feci si fa particolarmente acuto, dopodiché si attenua per qualche minuto e ricompare, con diversi gradi di intensità, nelle successive tre o quattro ore. Per descrivere tale sintomatologia si parla di "sindrome dolorosa in tre tempi della ragade".
Il paziente che soffre di ragade non riesce a sedersi, e non trova pace neanche stando in piedi o sdraiato. La notte è difficile addormentarsi, al mattino successivo ci si alza più stanchi di quando ci si è coricati, il lavoro e le attività quotidiane sono svolte con difficoltà.

 

 

TERAPIA

 

Per consentire la guarigione della ragade è necessario rilassare in qualche modo lo sfintere involontario, in modo da dare tempo alla lacerazione di guarire in modo spontaneo. Per ottenere questo scopo vi sono diversi metodi:

  • dilatatori meccanici
  • applicazione di pomata a base di nitroglicerina e anestetici
  • intervento chirurgico

Naturalmente è fondamentale accompagnare a tali metodi una corretta dieta con integrazione eventuale di fibre ed abbondanti quantità di acqua.
I dilatatori meccanici sono dei tubi sagomati di plastica rigida da infilare nella parte (con apposita crema lubrificante) che, dilatando l'ano fino a un diametro che va da 2 a 4 centimetri, provocano il rilassamento forzato dello sfintere involontario.
L'applicazione di pomata è  frequentemente un rimedio temporaneo ed efficace. Se applicata correttamente (cioè è applicata esattamente sulla parte interessata, internamente alla rima anale) il sollievo è quasi immediato. Infatti il nitrato di glicerina ha la proprietà di addormentare per un buon numero di ore lo sfintere involontario. L'effetto è così efficace che normalmente un trattamento di qualche settimana porta alla guarigione, perchè viene a mancare la causa prima della ragade, ovvero la contrazione forte e continua dello sfintere involontario.
Circa il 90% dei pazienti risolve il problema con la terapia medica o il dilatatore.

 

INTERVENTO CHIRURGICO

 

Occorre dire che, per la pomata e per i dilatatori, se è vero che portano a guarigione è anche vero che non prevengono le ricadute , e le ricadute delle ragadi sono cose abbastanza probabili. Inoltre c’è sempre un certo numero di casi (circa il 10-15%) che non guarisce con il trattamento primario a base di pomate e dilatatori.
Pertanto in questi casi l'unico vero metodo definitivamente risolutivo per le ragadi anali è l'operazione chirurgica eseguita da uno specialista del settore. Una operazione ben eseguita impedisce sicuramente la ricaduta della ragade.
L'intervento chirurgico è scarsamente impegnativo per il paziente, tanto è vero che può essere addirittura eseguito in day hospital, cioè con entrata al mattino ed uscita la sera; ma normalmente si preferisce far fare al paziente un giorno completo di degenza.
L'intervento richiede l'anestesia, che può essere anche locale, ma si consiglia una anestesia spinale. In definitiva il tempo dell'intervento è di soli 30 minuti.
L'intervento, preceduto da un piccolo clistere per svuotare il retto dalle feci, consiste nell'esecuzione delle seguenti operazioni:

  • dilatazione meccanica della parte da operare
  • bruciatura con elettrobisturi del fondo della ragade
  • taglio parziale dello sfintere involontario
  • zaffatura

All'indomani dell'operazione si toglie lo zaffo ed il paziente torna a casa. La defecazione può avvenire da subito regolarmente e senza problemi.
Il post-operatorio non è doloroso, per qualche eventuale fastidio è comunque possibile assume i comuni antidolorifici. Ci si può sedere già dal giorno dopo l'operazione, anche se è meglio stare distesi o in piedi per un paio di giorni ancora. Oppure ci si può sedere cercando di non fare pressione sulla parte interessata.
La chiusura della piccola ferita avviene in 3-4 settimane.

 

Autore: Dott. A. Falato

Adattamento: Dott. B. Neola

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